ALBERGO PIAMBELLO

Col tempo mutano i costumi e le abitudini e gli spostamenti sono resi più facili dalle nuove scoperte e Boarezzo conosce una stagione di sviluppo turistico fatto di villeggiature stanziali da parte di famiglie facoltose delle vicine città: Como, Milano e Varese.

Sorge quindi l'Albergo Piambello, molto grande e ricco.

Questo, probabilmente oggi, ci può far sorridere, ma dobbiamo notare che grazie a questa struttura tutto il paese attorno agli anni '30 conobbe un periodo di grande splendore. Ancora esistente, ma ormai chiuso, l'albergo era composto da 70 camere. Le sue sale da pranzo potevano ospitare fino a 250 persone.

Alcune sale venivano poi utilizzate come sale da ballo che divenivano luogo di incontro anche per gli abitanti, l'albergo offriva inoltre servizio come ristorante e bar.

Nel complesso erano inclusi una dependance ed una trattoria esterna, funzionate già rima della costruzione dell'albergo. Questo è costruito su tre piani, al di sotto di essi era collocato un ulteriore piano adibito a garage per 20 macchine circa. Nel suo parco si poteva usufruire del campo da tennis o da bocce o ancora della sala biliardo. Tre enormi terrazzi contornavano i piani ed il tetto era un solarium molto spazioso.

Al suo interno potevano trovare lavoro molte persone, oltre al direttore di sala, il cuoco ed il sottocuoco numero erano le donne del paese che cercano di "accaparrarsi" un posto per l'estate presso la lavanderia. Tornando a parlare del suo periodo di massimo splendore ricordiamo che negli anni '30 le sue 70 camere erano sempre tutte occupate per cui si parla di un minimo di 200 clienti. Questo accadeva in tutti i mesi estivi; durante quelli invernali erano comunque numerose le persone che decidevano di trascorrervi un piacevole fine settimana.

In questo periodo sorge un asilo-scuola, il paese si espande e le attività collegate al turismo offrono lavoro e quindi benessere alla popolazione residente, finché la Seconda Guerra Mondiale porta in paese una profonda crisi.

L'albergo che aveva conosciuto splendori e ricchezze diventa uno stabilimento di guerra. Da una delle più grandi città italiane arrivò il personale di una nota ditta di motociclette. La ditta aveva sfollato tutti i suoi uffici e, giunta a Boarezzo, lavorava per la guerra. I suoi dipendenti erano tutti militarizzati e producevano proiettili per l'esercito. Per questo motivo Boarezzo veniva preso di mira dai bombardamenti.

Al termine della guerra, quale risarcimento dei danni provocati, finanziarono il restauro della chiesa completandola con alcuni dipinti.

Nel dopoguerra, come è costume degli uomini, si ricomincia a vivere, si ricostruisce, si riprendono le passate attività, si torna ad una vita normale, ma costumi ed abitudini sono cambiati.

Il turismo ha scoperto nuove mete.

Fino agli anni '60 circa l''albergo riesce a resistere, ma con la "scoperta" delle vacanze balneari ed il diffuso utilizzo dell'automobile i milanesi prediligono il mare e per il turismo di Boarezzo inizia il declino.

Per dieci anni ancora si tenta, anche cambiando gestioni, di "salvare" l'albergo dipingendo tutte le pareti interne, ma nel '70 circa per fallimento viene definitivamente chiuso.

L'albergo era arredato con mobilio di fine '800. Negli anni di abbandono fu vittima di vandali che si impossessarono di questi preziosi oggetti.